Informazione e Comunicazione nella prima fase pandemica da SARS-CoV2: Funzioni Intelligence
Keywords:
intelligence, covid19, pandemia, Sars-CoV-2, sicurezza nazionale, Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, Public Health SecuritySynopsis
"La storia è la somma totale delle cose che avrebbero potuto essere evitate". (Konrad Adenauer)
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La pandemia da Sars-CoV-2 è stata davvero determinata da un virus, come dichiarato dal presidente Donald Trump, «uscito dal nulla»? Molti segnali e molte fonti avevano già allertato circa una probabile pandemia e indicato che non si sarebbe trattato di un “cigno nero”.
Il presente contributo tenta perciò di individuare quali fattori di medio-lungo termine possono aver contribuito alla sottovalutazione dei segnali e delle fonti esistenti e alla concreta previsione dei complessi scenari pandemici occorsi, quali fattori hanno determinato nella prima fase pandemica la sottovalutazione della sua portata globale, quali conseguenze e o effetti, negativi e positivi, possono essere riconosciuti a seguito di queste sottovalutazioni, quali proiezioni future, nelle conclusioni, possono essere delineate per l’attività di Intelligence in funzione della sicurezza nazionale e quindi della previsione, prevenzione e contenimento della diffusione di eventuali prossime altre pandemie.
L’analisi è circoscritta al solo prevalente intervallo di tempo intercorso tra novembre 2019 e l’11 marzo 2020, cioè dalla pre-emergenza allo stato di crisi pandemico, e adotta procedimenti di analisi sia induttivi che deduttivi. Il lavoro integra due testimonianze dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute.
A fronte di alcune evidenze positive, emergono diverse debolezze informative e comunicative del ciclo di intelligence e della comunicazione istituzionale, riaggiornando la rilevanza nel contesto di uno stato di crisi globale del monitoraggio e dell’interesse di bilanciamento tra la dimensione della segretezza e la dimensione della trasparenza, attenendo entrambe all’intelligence in virtù sia della sicurezza nazionale che dello stato democratico partecipato entro cui l’intelligence maggiormente opera in Italia a partire dalla riforma italiana della legge 124/2007.
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